La Verità è colei che ascolta


In questa meravigliosa opera del rinascimento italiano, Maria non guarda noi, né il suo interlocutore. Con il suo affascinante gesto chiede di restare immobili, di respirare, di non disturbarla. Qui non è rappresentato l’angelo Gabriele venuto ad annunciare la futura nascita, qui protagonista è la donna Maria, in tutta la grandezza della sua Umanità. Soggetto del dipinto è la sua esperienza interiore, una Maria che si ascolta profondamente, rispettando la qualità del vero femminile (omaggio a 𝐿𝑎 𝑃𝑎𝑝𝑒𝑠𝑠𝑎 dei 𝑇𝑎𝑟𝑜𝑡?). Questo è il momento in cui comprende e accetta ciò che è. È un istante sospeso, come il libro che ha lasciato per nascondersi nel velo (“𝑀𝑦𝑟𝑖𝑎𝑚 𝑠𝑖 𝑡𝑖𝑟𝑜̀ 𝑖𝑙 𝑣𝑒𝑙𝑜 𝑠𝑢𝑔𝑙𝑖 𝑜𝑐𝑐ℎ𝑖 𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑜𝑟𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑜̀ 𝑐𝑜𝑠𝑖̀”) riparandosi dall’esterno, dalle distrazioni, dal destino che già si squaderna davanti a lei. Non si lascia confondere dall’esteriorità e dal mondo, il suo sguardo è rivolto all’interno: pensa, sente, respira. Con il gesto della mano accompagna la comprensione, accoglie e prende ciò che Dio, nella sua misteriosa saggezza, manda. È una mano che esprime pace, o che invita a trovarla e suggerisce l’istante infinitesimale nel quale si accetta, prima ancora di cominciare. In questo momento Maria è oltre le emozioni, accoglie la volontà divina e tutto il mondo entra in lei.

“𝑉𝑜𝑙𝑔𝑒𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑙𝑙’𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑛𝑜 𝑒̀ 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑒̀ 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑎𝑟𝑖𝑜.”

(Ramana Maharshi)